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mercoledì 31 luglio 2013

Bimbo trucidato da suo padre. "Consegnato all'Asl"

federico1«Mi hanno obbligato a portare mio figlio agli incontri protetti con il padre dove mio figlio è stato in pratica consegnato al suo assassino». Federico aveva solo otto anni quando il 25 febbraio 2010 è stato trucidato dal padre mentre si trovava all'interno dell'Asl di San Donato Milanese di via Sergnano. Dopo aver scaricato tutta la sua feroce follia sul proprio figlioletto l'uomo si è a sua volta tolto la vita. Nonostante la madre avesse più volte avvertito della pericolosità del suo ex compagno, non è mai stata creduta: è riuscito ad entrare armato dentro un'Asl senza che nessuno riuscisse a fermarlo. In questi giorni si è celebrato il processo di appello per assistenti sociali ed educatori accusati di non aver impedito quello scempio. Dopo essere stati assolti in primo grado, è arrivata ora una lieve condanna a quattro mesi (l'accusa aveva chiesto tre anni) per la responsabile dei servizi sociali.
TUTELA O PERICOLO? - Per la madre, Antonella Penati, questa sentenza è un piccolo passo verso la giustizia, dopo aver perso il proprio bambino nel modo più crudele e impotente e nonostante avesse fatto di tutto per impedire un epilogo così lacerante. Federico era nato dalla sua unione con Yors Mahmoud Mohamed Barakat, un uomo di origini egiziane che lavorava in campo turistico. Inizialmente le cose sembravano andare bene ma dopo la nascita del bambino l’uomo si era rivelato ben diverso da come si era inizialmente presentato. La donna aveva scoperto che l’uomo si celava dietro a diversi nomi e identità. «Spariva e quando poi rientrava era sempre più ossessionato, disturbato e violento. I suoi atteggiamenti divennero sempre più persecutori. Capendo il pericolo rappresentato da quell'uomo mi allontanai immediatamente da lui quando il mio bambino aveva pochi mesi e feci di tutto per proteggere mio figlio, per tentare di costruirgli una vita felice. E ci ero riuscita. Fino a quando non si è ritenuto che il mio rifiuto per le visite del padre fosse motivo sufficiente per togliermi l’affido esclusivo. Il bambino, pur rimanendo collocato presso di me, è stato affidato ai servizi sociali che sarebbero stati in grado di ‘tutelarne la crescita equilibrata’. Così Federico, pur non volendo, doveva incontrare il padre una volta alla settimana».
UN ORRORE ANNUNCIATO - Gli incontri avvenivano in una stanza della Asl di San Donato Milanese. Nei giorni che precedettero la tragedia, Antonella aveva in ogni modo tentato di evitare un dramma annunciato. Il bambino a quanto pare era terrorizzato dall'uomo: aveva addirittura sognato di venire ucciso dal padre. Spesso faceva la pipì a letto prima di quegli incontri. L'egiziano tempestava la donna di chiamate, la inseguiva in auto e la minacciava continuamente. Una settimana prima dell'omicidio del piccolo Federico, avrebbe tentato di buttare giù da un ponte la macchina in cui lei era a bordo insieme al bambino. «E dire che cinque anni prima mi ero rivolta proprio io ai servizi sociali sperando che potessero risolvere i disagi del padre. E invece di fatto ho consegnato Federico non in un luogo protetto ma in quello dove era meno al sicuro, tanto che ha tentato di difendersi da solo visto che nessuno l'ha fatto per lui». Quel giorno di febbraio, alle 16,30, il padre entra all'interno della Asl armato di pistola e di un coltello da macelleria. Nessuno controlla i movimenti dell'uomo. La sequenza che porta all'uccisione di Federico è tremenda. Un bambino di nove anni che tenta di sfuggire alla furia barbara del padre. L'uomo prima gli spara ferendolo lievemente, poi lo insegue e lo pugnala otto volte, prima di uccidersi. All'incontro doveva essere presente un educatore. «Mio figlio non è stato protetto, ma lasciato solo con un adulto squilibrato che dopo avergli sparato lo ha accoltellato. Chi è intervenuto lo ha fatto molto tardivamente quando mio figlio ormai era stato più volte pugnalato. Nessuno ha difeso il mio bambino, l’hanno fatto uccidere, massacrare di coltellate. L’educatore e i servizi sociali di San Donato avevano il preciso mandato del Tribunale dei Minori di proteggere il mio bambino. Ma hanno fatto di testa loro : non hanno ascoltato, non hanno verificato, non sono intervenuti. Eppure sono ancora al loro posto . Mio figlio anche se ferito poteva essere salvato: dopo i primi spari era riuscito a fuggire. Il mio ex compagno ha avuto tutto il tempo di inseguirlo e di accoltellarlo. Dal primo colpo sono passati ben 57 minuti, in cui si è permesso al mio piccolo di morire dissanguato».
UNA PRIMA CONDANNA - Dopo aver perso in questo modo il proprio figlio, la battaglia di Antonella si è spostata nelle aule di tribunale almeno per far riconoscere le responsabilità di chi non era intervenuto. Nel processo di primo grado si era considerata imprevedibile l'azione omicida del padre: ora con questa condanna in secondo grado della responsabile dei servizi sociali si è in parte riconosciuto quello che la mamma aveva sempre urlato: «Inizialmente si era fatto di tutto per attribuire l'omicidio alla cultura araba del mio ex compagno. Ma questo ha depistato per troppo tempo da un'esatta ricostruzione dei fatti. La verità è che quell'uomo era malato e uno squilibrato. I servizi sociali lo sapevano, avevano tutte le segnalazioni, le denunce, le perizie psichiatriche che indicavano il padre come persona affetta da disturbo bipolare della personalità , aggressivo e violento. Più dimostravo la pericolosità di quell’uomo e più mi toglievano la possibilità di tutelare mio figlio, fino a togliermi l’affido. Non solo hanno consegnato mio figlio a chi lo avrebbe ucciso, ma lo hanno lasciato solo, permettendo che morisse dissanguato all’interno di quella struttura che diceva di volerlo proteggere e tutelare».
Antonella non ha mai smesso di essere la mamma di Federico e continua ad impegnarsi per realizzare tutto ciò che ha promesso al suo bambino. Da pochi mesi è stata nominata Responsabile per la Regione Lombardia del Movimento per l’infanzia, movimento che lotta per la difesa dei Bambini, contro la sindrome da alienazione genitoriale (PAS) e per la nascita in Italia di una cultura più attenta nei confronti bambini.

martedì 30 luglio 2013

Disoccupato ruba formaggio e olio per sfamare il figlio: condannato a

Disoccupato ruba formaggio e olio per sfamare il figlio: condannato a 6 mesi
Ha perso il lavoro nel 2010 e con una moglie e un figlio di quattro anni è dura. E così, Filippo P., di 34 anni, si è trovato "costretto" a rubare generi alimentari per sfamare la sua famigliaDue settimane fa era stato arrestato per aver rubato del pane, del latte e del prosciutto in un supermercato. Processato, fu condannato a cinque mesi con la condizionale e liberato con l’obbligo di firma. Ieri sera però è stato di nuovo sorpreso al supermercato Conad di Corso Francia mentre rubava un pezzo di arrosto sottovuoto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. Valore della refurtiva: poche decine di euro.
I vigilantes del supermercato lo hanno bloccato e hanno chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato per furto aggravato. Stamattina il giudice, pur comprendendo la drammatica situazione personale dell’imputato, non ha potuto che disporre la custodia in carcere. L’uomo ha patteggiato una condanna a 6mesi di reclusione con la recidiva. Ora si trova nel carcere di Regina Coeli.
"Ho assunto gratuitamente la difesa perché ritengo che vi siano dei casi umani che noi penalisti non possiamo esimerci dall’accettare. Purtroppo negli ultimi anni i casi di persone che commettono furti di generi alimentari è aumentato in modo esponenziale. È ovvio che nulla giustifica la commissione di reati ma una cosa è rubare per arricchirsi e una cosa è rubare per mangiare", ha commentato l’avvocato Arrighi.

Tragedia Bimbo di 4 anni muore schiacciato dal...

ambulanza 500Bimbo di 4 anni muore schiacciato dal televisoreUn bambino di 4 anni e mezzo e' morto in un incidente domestico nel casertano. Il fatto e' accaduto a Santa Maria Capua Vetere, dove il piccolo era a casa con il padre.

Quando l'uomo si e' allontanato verso il bagno, il bimbo si e' aggrappato alla televisione, forse per issarsi, un vecchio apparecchio pesante con il tubo catodico, ma e' caduto trascinandola dietro e la tv gli schiacciato il torace. Inutile la corsa del padre all'ospedale Melorio, perche' il piccolo vi e' arrivato gia' morto. Sul caso indagano i carabinieri.
LO STUDIO: OGNI 30 MINUTI UN BIMBO FERITO DALLA CADUTA DI UNA TV - Negli Stati Uniti aumentano costantemente i casi di bambini anche piccolissimi feriti dalla caduta di un televisore. Lo rivela uno studio statistico pubblicato lunedì sulla rivista Pediatrics che pone l'attenzione su una migliore consapevolezza dei pericoli connessi al posizionamento dei televisori quando ci sono bambini piccoli in casa. La maggior parte degli incidenti domestici di questo tipo si rivelano di piccole entità ma alcuni però richiedono ricoveri ospedalieri e di solito riguardano bimbi molto piccoli, al di sotto dei cinque anni. Secondo lo studio che ha raccolto i casi tra il 1991 e il 2011, in venti anni si sono registrati 380.885 incidenti di questo tipo di cui almeno 200mila hanno richiesto le cure del pronto soccorso anche se fortunatamente solo nel 2,6% dei casi è stato necessario il ricovero. Come sottolinea lo studio, gli incidenti di questo tipo sono aumentati di intensità negli ultimi anni visto che erano 5.455 nel 1990 e sono diventati 12.300 nel 2011 per una media annua di 17.000 casi, circa uno ogni mezz'ora.

Clamorosa svolta sul caso Di Cataldo

Il settimanale Oggi di questa settimana (e il sito del magazine) pubblica le foto che dimostrano come la sera del 18 giugno, ovvero il giorno in cui Anna Laura Millacci dichiara di essere stata picchiata dal compagno, il cantante romano Massimo Di Cataldo, la donna abbia partecipato a una festa in un locale romano, sorridente e con il volto intatto. Per gli avvocati di Di Cataldo, le foto della festa proverebbero che la Millacci ha dichiarato il falso.Qualche giorno fa Anna Laura Millacci ha pubblicato sulla sua pagina di Facebook un autoscatto del suo volto sanguinante e l’immagine di un grumo di sangue nel wc, accompagnati da parole di fuoco: «Massimo Di Cataldo, faccia d'angelo e aspetto da bravo ragazzo, l'ho perdonato tante volte. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo».
La sera del 18 giugno, però, il giorno in cui, in base alla dichiarazioni, sarebbe avvenuta la violenta lite con Di Cataldo, la Millacci è stata fotografata insieme con un gruppo di amici alla festa estiva del pittore Riccardo Natili al ristorante La Villa di Roma. Negli scatti, pubblicati in esclusiva dal settimanale Oggi, si vede l’ex compagna del cantante romano sorridente e con il viso perfettamente integro.
anna laura millacci 500Il cantante romano, contattato da Oggi, non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha commentato così su Facebook: «Io non ho fatto nulla di ciò per cui vengo accusato, credetemi. Ho amato questa donna per tanti anni, al punto anche di annullarmi per lei. Oggi non la riconosco più».
 

lunedì 29 luglio 2013

Attenzione Stanotte arriva verso la Terra un asteroide largo 160 metri

asteroidi 1Arriva l'asteroide 2003 DZ15: a distanza di 10 anni dal suo ultimo passaggio, questo sasso cosmico dal diametro di 160 metri torna a visitare la Terra. Lo farà nella notte fra lunedì 29 e martedì 30 luglio da una distanza di tutta sicurezza, pari a nove volte la distanza che separa il nostro pianeta dalla Luna. Nessun pericolo quindi, ma solo uno spettacolo che fortunatamente sarà visibile dall'Italia, naturalmente con l'aiuto di un telescopio di medie dimensioni.

''L'asteroide raggiungerà la distanza minima dalla Terra, pari a 3,5 milioni di chilometri, intorno alle 2,30 del mattino del 30 luglio. Ma in quel momento sarà difficile vederlo perchè sarà molto basso sull'orizzonte'', spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. ''Le condizioni ideali per osservarlo ci saranno invece intorno alla mezzanotte del 30 luglio, poco prima del passaggio ravvicinato''.

Scoperto dieci anni fa, l'asteroide 2003 DZ15 è stato avvistato nei giorni scorsi dal programma di sorveglianza Pan-Starrs (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) gestito dall'università della Hawaii. ''Aspettavamo il suo ritorno'', ha detto Masi.

domenica 28 luglio 2013

India è nata una coppia con due teste ma un solo corpo.gemellini siamesi rarissimi.

gemelli siamesi indianiIl mondo è in ansia per la sorte della coppia di gemellini siamesi rarissimi. In India è nata una coppia con due teste ma un solo corpo. I medici dicono di credere nella salvezza di uno dei due bimbi nati a Jaipur, Rajasthan, mercoledì. Il dottor SD Sharma, medico del JK Lone Hospital, ha fatto sapere che questi casi sono molto rari, soprattutto nei maschietti e sono conosciuti come Dicephalic Parapagus.
Un famoso caso è quello delle americane Abigail e Brittany Hensel, la cui storia è stata descritta in un reality sul canale TLC e diffusa un po' in tutto il mondo.
Tra gli episodi più celebri del recente passato si ricorda poi quello del settembre 2011, quando due bimbe di 11 mesi Rital e Ritag Gaboura, provenienti dal Sudan erano unite nella parte superiore della testa. Vennero separate con successo al Great Ormond Street Hospital for Children di Londra.

Villapiana, camion contro autobus. Perdono la vita una donna e un bambino

aaaGrave incidente questa mattina (domenica) all’alba, verso le cinque, nella zona di “111″ sulla superstrada E90 tra Trebisacce e Villapiana. Un camion è entrato in collisione con un autobus con a bordo una comitiva di emigrati che dalla Svizzera stavano ritornando nella loro terra natìa di Mesoraca (Crotone) per qualche giorno di vacanza.
Drammatico l’esito dell’impatto. Una donna di 57 anni e un bambino di 12 sono morti. Almeno una decina i feriti che sono stati trasportati presso gli ospedali di Rossano, Corigliano e il Capt di Trebisacce. Una donna, le cui condizioni sono apparse più gravi, è stata condotta con l’elisoccorso a Catanzaro.
Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e Polizia Stradale che ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria l’autista del camion, un bielorusso di 33 anni che sarebbe risultato positivo all’alcool test. Dopo l’impatto, l’autista del camion si è barricato nella cabina temendo di essere assalito dai passeggeri dell’autobus.

mercoledì 24 luglio 2013

Il principe di Cambridge ha un nome: si chiamerà

si chiamerà George Alexander Louis. Lo dice il Palazzo Reale

royal baby lp 500Il principe di Cambridge ha un nome: si chiamerà George Alexander Louis. Lo dice il Palazzo Reale.Dopo aver trascorso la sua prima notte a casa, a Kensington Palace, il principe di Cambridge, nato lunedi' in un ospedale londinese, ha ricevuto la visita della bis-nonna, la regina Elisabetta II che ha voluto conoscerlo prima di andare in vacanza, venerdi', nella residenza estiva di Balmoral. Ed e' probabile che i neo-genitori - il principe William e la moglie, Catherine - abbiano discusso proprio con l'illustre nonna il nome da dare al piccolo, terzo nella linea di successione l trono britannico. A meta' giornata, il bimbo e' stato poi trasferito nella casa di campagna dei genitori di lei, a Bucklebury, dove trascorrera' le prime settimane di vita.
'USCITA DALLA CLINICA DELLA COPPIA - La coppia ha lasciato la clinica in auto. Un boato della folla ha accolto il Royal Baby che per la prima volta si è presentato ai suoi sudditi. La duchessa Kate ha detto che è "un momento speciale per ogni genitore". "Per fortuna somiglia a Kate", ha detto William parlando con fan e giornalisti all'uscita della clinica. Kate, arrossendo, ha risposto: "No, no, non sono sicura che sia così". 
Il principe Carlo e la moglie Camilla sono stati in ospedale per far visita al nipotino. "E' meraviglioso", ha detto Carlo ai giornalisti. Si aspetta ancora con il fiato sospeso di conoscere il nome del piccolo Windsor, su cui i bookmaker continuano a scommettere. I nomi più quotati sono George e James, ma nelle ultime ore ha fatto la sua comparsa anche la "new entry" David, in onore dell'amico della coppia reale, il calciatore David Beckham. "Ci stiamo ancora lavorando", ha detto William all'esterno della clinica. La scelta più quotata è quella di George, dato a 2, seguito da Edward, a 3,50. A distanza Alexander, a 8. Perdono quota invece Richard, Louis, Arthur, Philip, Henry. Mentre l'ipotesi David arriva da un suggerimento del noto calciatore, amico di famiglia, che ha suggerito di dare al figlio il suo nome. Ma le scommesse si fanno anche su chi pubblicherà la prima foto del piccolo e sull'età a cui sarà "beccato" dai paparazzi davanti a una discoteca. Ancora, si scommette sulla sua università e sul nome della prima fidanzata. Se sarà Camilla, la puntata sarebbe pagata a 50.
Quarantuno salve di cannone sono state sparate a Green Park 62, alla Torre di Londra, mentre le campane di Wesminster Abbey hanno suonato a festa per tre ore, in una atmosfera di grande festa che dal Big Ben ha contagiato il mondo intero. Il neonato principe di Cambridge è ora il terzo in linea di successione al trono.

'NONNO' CARLO CONTINUA VISITA YORKSHIRE CON CAMILLA -  Una folla festante ha accolto il principe Carlo, ormai nonno, e la consorte Camilla che, all'indomani della nascita dell'atteso nipote, hanno mantenuto gli impegni ufficiali, continuando la visita nello Yorkshire. "Buongiorno nonno" e' stato il benvenuto rivolto al 64enne principe di Galles a Bugthorpe da decine di concittadini. "Sono elettrizzato ed emozionato", e' stata la risposta di Carlo, mentre Camilla ha sottolineato che "e' fantastico per il nonno, lui e' brillante con i bambini". Qualcuno tra i residenti ha tentato di carpire dalla duchessa di Cornovaglia il nome del bebe', ma lei ha risposto che non aveva nessuna idea.

Allarme bancomat, ecco come copiano i codici

Vedere il proprio conto in banca prosciugato. L'incubo di chiunque è diventato realtà. Almeno a Mantova, dove una gang aveva congegnato il metodo perfetto per derubare i clienti degli sportelli automatici. Il segreto? Lo skimmer, un piccolo aggeggio che applicato alla bocca dello sportello legge e memorizza i codici delle carte. Per mesi hanno fatto razzie Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Ora la polizia li ha incastrati con una microspia.
Sono decine gli sportelli Postamatmessi sotto attacco dalla gang, spiega la Gazzetta di Mantova, che ricostruisce la vicenda. Gli investigatori della Polizia postale e delle comunicazioni di via Nenni hanno seguito i clonatori romeni per giorni, per settimane. Lo hanno fatto ascoltando le loro conversazioni telefoniche, leggendo i messaggini dei cellulari e seguendo passo per passo i loro spostamenti grazie a un paio di localizzatori gps attaccati al paraurti delle auto. Quattro le persone finite in manette, che vanno ad aggiungersi alle altre sette, arrestate quindici giorni fa nell’ambito della stessa indagine.
Le località maggiormente colpite, continua La Gazzetta di Mantova, sono state Asola, Moglia e Cerese di Virgilio, Ostiglia. Sempre uguale la tecnica: uno skimmer incollato sull’erogatore in modo che la card venga letta allo stesso tempo dalla macchina delle Poste e dal congegno ruba-codici. I correntisti a cui sono stati rubati i dati della carta sono quaranta soltanto ad Asola, dove lo skimmer è rimasto installato per un intero fine settimana. Gli agenti di via Nenni hanno calcolato che nel solo Mantovano la gang sarebbe riuscita nel giro di un paio di settimane a raggranellare almeno diecimila euro. Lunedì, dopo una lunga opera di pedinamento e raccolta di prove, i poliziotti hanno raggiunto i componenti della gang con un ordine di cattura per manomissione di terminali Postamat e detenzione illegale di codici di carte di credito.

lunedì 22 luglio 2013

Royal Baby, è nato il figlio di Kate Middleton e del Principe William

Il Messaggero
Dopo un’attesa sembrata quasi interminabile, il Royal Baby è venuto al mondo proprio oggi. Virtualmente coccolato e desiderato dal mondo intero, il figlio di Kate Middleton e del Principe William è nato al St. Mary’s Hospital, lo stesso che questa mattina con un tweet ha lanciato la notizia del travaglio della Duchessa di Cambridge.
Il Royal Baby fa scalpore ormai da mesi, ancor prima di venire al mondo, ma oggi finalmente mamma Kate Middleton ha dato alla luce questo splendido bambino chiamato xxx. Il piccolo sta bene ed è circondato dall’affetto e le cure di papà William, di tutta la famiglia reale e di un entourage al suo servizo. Tanti auguri a questa nuova famiglia, che non smetterà certo di far parlare di se.

domenica 21 luglio 2013

LORENZO, 4 ANNI, UCCISO CONFESSIONE CHOC DALLA MAMMA

MILANO - Uccise il figlio di 4 anni strangolandolo con il cavo telefonico lo scorso 20 luglio del 2009. Dopo 4 anni spunta una dichiarazione di Marcella Sardeni la mamma del piccolo Lorenzo Ravelli. Il TgCom24 pubblica in esclusiva l'audio della mamma omicida in cui descrive come andò la sua giornata .

La donna era a casa in malattia per una forte depressione, così a un certo punto ha ammesso di aver visto la sua immagine riflessa sullo sportello del forno, di essersi vista troppo magra, così prende il cavo del telefono e prova a togliersi la vita.
In quello stesso momento entra il bambino che prova ad aiutare la madre, ma a quel punto la follia omicida scatta nel cervello di una donna comunque malata che afferra il piccolo e lo strangola.
La donna ha riposrtato il dialogo avvenuto tra lei e il piccolo Lori. Il bambino avrebbe chiesto cosa stesse facendo e la risposta sarebbe stata: Ora te lo faccio vedere», con il tragico epilogo.

La donna ha poi chiamato i soccorsi che però non hanno potuto fare nulla. Ora Marcella si trova ricoverata in un istituto per madri assassine e tra poco più di tre anni tornerà in libertà.

sabato 20 luglio 2013

REGGIO CALABRIA, LITIGAVANO PER UN PARCHEGGIO SPARA E UCCIDE LA ....

REGGIO CALABRIA - E' morta la donna ferita dal cognato Antonio Canale, 74 anni, durante una lite per un parcheggio ha sparato contro di loro con un'arma. La donna si chiamava Angela Putortì ed aveva 55 anni. È stata raggiunta da due colpi di fucile, uno al torace ed uno alla schiena. Nonostante il ricovero immediato in ospedale, la gravità delle ferite era tale che la donna è morta. Non sono gravi, invece, i tre feriti, il marito ed i figli della donna. Sono stati portati in ospedale per le cure del caso ma non destano preoccupazione. 
Il fatto è accaduto alla periferia sud di Reggio Calabria. La donna era stata ricoverata in condizioni molto gravi nel reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe sparato proprio alla cognata ferendo poi anche il fratello e marito della donna ed i loro due figli. Gli agenti della squadra mobile e delle volanti stanno comunque ancora lavorando per cercare di ricostruire esattamente la dinamica di quanto è successo. Sul posto sono intervenuti i tecnici della polizia scientifica per i rilievi.

Fratellini morti, forse...


Fratellini morti, forse soffocati nel sonno


MILANO  - I due fratellini carbonizzati nel rogo della casa del padre a Ono San Pietro (Brescia) lo scorso 16 luglio, sarebbero stati prima soffocati con un cuscino mentre dormivano. Questa è l'ultima ipotesi trapelata da fonti investigative che lavorano alla morte di Davide e Andrea Iacovone, di 9 e 12 anni.


Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità che i bambini fossero stati avvelenati o narcotizzati prima dell'incendio dal padre Pasquale Iacovone. Per la conferma bisognerà comunque aspettare l'esito di ulteriori esami. Gli investigatori nel frattempo hanno inviato al Ris di Parma indumenti e reperti prelevati in casa. 

Lutto cittadino e chiesa piena ai funerali  - Lutto cittadino ad Ono San Pietro, in provincia di Brescia, nel giorno dei funerali dei fratellini Davide e Andrea Iacovone, morti martedì nell'incendio divampato nella casa del padre. Già gremita la chiesa del piccolo paese della Vallecamonica. Alle 15 sono iniziate le esequie celebrate da don Pierangelo Pedersoli, parroco di Ono San Pietro. All'esterno della chiesa sono stati affissi tre striscioni per ricordare i fratellini di 9 e 12 anni. "Solo che non doveva andar così...solo che tutti ora siamo un pò più soli qui! Ciao angioletti Davide e Andrea" recita lo striscione firmato dagli animatori del gruppo estivo frequentato fino alla scorsa settimana dai due bambini.

E' l'ultima ipotesi sulla morte di Davide e Andrea, di 9 e 12 anni, carbonizzati nel rogo della casa del padre nel Bresciano

Ruby bis, tutti colpevoli: 7 anni a Fede e Mora, 5 alla Minetti

Il tribunale di Milano, nell'ambito del processo Rubi Bis, ha condannato a 7 anni Emilio Fede e Lele Mora. Cinque anni invece sono stati inflitti a Nicole Minetti.I giudici di Milano hanno condannato all'interdizione perpetua dai pubblici uffici Mora e Fede e per 5 anni Minetti.
MORA CONDANNATO PER TUTTI I REATI - Lele Mora è l'unico dei tre imputati del processo Ruby bis ad essere stato condannato dai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Milano per tutti i reati contestati. L'ex agente dei vip e' stato quindi condannato per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. A Mora, che pure non era questo pomeriggio in aula per la lettura della sentenza, sono state concesse pero' le attenuanti generiche per il comportamento tenuto durante il processo e per aver partecipato a buona parte delle udienze. Per questo alla fine la condanna e' stata equivalente a quella stabilita per Fede.
MINETTI, STUPEFATTA DA PENA ECCESSIVA - Nicole Minetti è "stupefatta per la pena eccessiva" cui e' stata condannata nell'ambito del processo Ruby bis. Lo hanno riferito i suoi legali dopo averla sentita al telefono, dal momento che l'ex consigliere regionale della Lombardia non era presente in aula per la lettura della sentenza. Minetti e' stata condannata a cinque anni di reclusione.
ATTI TRASMESSI A PROCURA PER BERLUSCONI - Il giudice del processo Ruby ha stabilito la trasmissione degli atti al Pm per valutare eventuali ipotesi di reato in relazione alle indagini difensive, nei confronti di Silvio Berlusconi, dei legali Ghedini e Longo e della stessa Ruby.  In particolare, il tribunale ha
trasmesso gli atti alla procura per valutare la posizione di Berlusconi in relazione a due circostanze: quando convocò ad Arcore alcune delle ragazze coinvolte nel caso Ruby e quando venne effettuato il cosiddetto interrogatorio 'fantasma' di Ruby.RUBY BIS: LEGALE FEDE, LUI VERA VITTIMA DI QUESTO PROCESSO - Emilio Fede "e' la vittima di questo processo". E' il commento che, subito dopo la condanna a sette anni nell'ambito del procedimento Ruby bis, arriva dal legale del giornalista, Alessandra Guarini. "Fede e' la vittima di chi in questo processo ha mentito e ho gia' avuto mandato di assumere tutte le iniziative necessarie per arrivare alla verita'. Faremo senz'altro appello - ha concluso - e valuteremo se fare una segnalazione a nostra volta all'autorita' giudiziaria".
RUBY BIS: FEDE, DENUNCIO CHIARA, AMBRA E IMAN PER CALUNNIA - "Ho dato mandato al mio legale di procedere per calunnia aggravata nei confronti di Chiara Danese, Ambra Battilana e Iman Fadil". E' quanto ha affermato, attraverso una nota, Emilio Fede, condannato dal tribunale di Milano a sette anni nell'ambito del processo Ruby bis. Per quanto riguarda "la vicenda di Chiara e Ambra chiedero' anche che si proceda in tempi rapidi con una rogatoria per capire che cosa e' accaduto nell'agenzia della Bsi di Lugano dove venivano gestite le operazioni finanziarie di Lele Mora e dei suoi diretti collaboratori". Infine, Fede ha annunciato che chiamera' "a rispondere penalmente chiunque a vario titolo, e in qualunque sede, abbia sostenuto che era a conoscenza della minore eta' di Ruby e di averne informato il presidente Berlusconi".
RUBY BIS: UN LUNGO PROCESSO TRA 'NERA',POLITICA E GOSSIP - Con la sentenza di condanna di oggi si chiude il 'primo atto' di un procedimento che, di riflesso a quello principale che ha interessato Silvio Berlusconi, ha diviso gli schieramenti di colpevolisti e innocentisti e mischiato verita' giudiziaria, politica e gossip. Ecco le tappe principali della vicenda: - 14 gennaio 2011: i pm di Milano Pietro Forno, Antonio Sangermano e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini notificano un avviso di garanzia a Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede con le accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, nell'ambito dell'inchiesta sui festini 'a luci rosse' ad Arcore con al centro Ruby. Un avviso di garanzia viene inviato anche a Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. A carico dell'ex premier i magistrati ritengono ci sia l'evidenza della prova e, per questo, la sua posizione viene stralciata e i pm chiedono per lui il giudizio immediato. Per gli altri tre indagati si procede con il rito ordinario. - 29 gennaio 2011: Trapelano alcune intercettazioni contenute nella richiesta di autorizzazione alle Camere inoltrata dai pm per perquisire l'ufficio di Spinelli. In una di queste, risalente a circa un anno prima, Minetti, parlando di Berlusconi, si sfoga: "Tu hai mai sentito dire dalla sua bocca: 'oh, fermi un attimo, guarda che lei e' una brava ragazza'? Lui pur di salvare il suo c... flaccido non se ne frega di niente". - 3 ottobre 2011: il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, rinvia a giudizio Mora, Fede e Minetti. Milano, 19 lug. - - 15 marzo 2011: I pm chiudono le indagini su Mora, Fede e Minetti, accusati di aver indotto alla prostituzione 34 ragazze tra cui la minorenne, all'epoca dei fatti, Ruby. I pm delineano i ruoli dei tre indagati nel 'sistema Arcore'. La ex consigliere regionale del Pdl e' accusata di avere intermediato "la sistematica erogazione di corrispettivi per l'attivita' di prostituzione svolta previo assenso di Silvio Berlusconi per il tramite del suo fiduciario Giuseppe Spinelli" e di avere organizzato "l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune partecipanti alle serate mettendo a disposizione le proprie autovetture".
Nelle carte i pm ricordano anche che "la Minetti si occupava della concessione in comodato d'uso alle ragazze delle abitazioni in via Olgettina". Secondo la procura, Fede si adoperava, anche con Mora, "per l'individuazione delle giovani donne disposte a prostituirsi presso la residenza ad Arcore di Silvio Berlusconi, informandosi personalmente sulle caratteristiche fisiche delle ragazze disponibili e valutando di persona la rispondenza dei requisiti estetici; organizzava inoltre l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipanti, inducendo e favorendo l'attivita' di prostituzione". - 21 novembre 2011: comincia il processo davanti ai giudici della quinta sezione penale, presieduti da Anna Maria Gatto. - 20 gennaio 2012: i giudici ammettono come parti civili Ambra Battilana, Chiara Danese, Barbara Guerra, Iris Berardi e Imane Fadil, che ritengono di essere state danneggiate dalla loro partecipazione alle serate ad Arcore. Milano, 19 lug. - - 19 aprile 2013: Barbara Guerra ritira la costituzione di parte civile motivando la scelta con una lettere di scuse ricevuta dalla Minetti. - 17 maggio 2013: Ruby viene sentita in aula come testimone. Racconta che la Minetti "rimase in intimo durante alcuni balli sensuali ad Arcore". Nega i rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi, dice di avere raccontato ai pm tante "cavolate". - 31 maggio 2013: il pm Antonio Sangermano comincia la requisitoria parlando di "macroscopica notizia di reato". Accusa gli imputati di sapere che Ruby era minorenne e chiede sette anni di carcere per tutti e tre, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. "Le prove - secondo Sangermano - convergono univocamente contro gli imputati". - 7 giugno 2013: Nicole Minetti rende dichiarazioni spontanee. Afferma di avere amato di amore "vero" Berlusconi, accusa i pm di "malcelato moralismo" e sostiene di non avere mai organizzato le serate ad Arcore, ne' di essersi occupata degli inviti delle ragazze. - 7 giugno 2013: Ambra Battilana e Chiara Danese chiedono un risarcimento di 400mila euro (200mila euro a testa) - 14 giugno 2013: Imane Fadil chiede un risarcimento di due milioni di euro. - 21 giugno 2013: anche Iris Berardi ritira la costituzione di parte civile. - 28 giugno 2013: Lele Mora rilascia dichiarazioni spontanee e, anche se nega di aver mai spinto alcuna ragazza a prostituirsi a villa San Martino, non esita a dire che la vicenda ha rappresentato un caso di "dismisura, abuso di potere e degrado". Poi pero', fuori dall'aula del procedimento innesta la retromarcia: "Ad Arcore non c'e' stato nulla di male". Tutte le difese, nelle loro arringhe, chiedono l'assoluzione.
I LEGALI DI BERLUSCONI - "Quando si cerca di esplicare il proprio mandato defensionale in modo completo, e opponendosi ad eventuali prevaricazioni, a Milano possono verificarsi le situazioni piu' straordinarie". Lo affermano in una nota congiunta, gli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo. "La decisione del Tribunale di Milano nel processo cosiddetto 'Ruby bis' di inviare gli atti per tutti i testimoni che contrastavano la tesi accusatoria gia' fa ben comprendere l'atteggiamento del giudicante - osservano i due legali di Silvio Berlusconi - Ma inviare gli atti ai fini di indagini anche per il presidente Berlusconi e per i suoi difensori e' davvero surreale".
"Come e' noto ne' il presidente Berlusconi ne' i suoi difensori - spiegano Longo e Ghedini nella nota - hanno reso testimonianza in quel processo. Evidentemente si e' ipotizzato che vi sarebbe stata attivita' penalmente rilevante in ordine alle esperite indagini difensive. Cio' e' davvero assurdo". "Silvio Berlusconi non aveva alcun interesse in quel processo e a maggior ragione i suoi difensori. Alcuni di quei testimoni avevano reso dichiarazioni in altro procedimento in sede di indagine difensiva. Tali dichiarazioni sono state raccolte dai difensori con le regole previste dal Codice e alla presenza di persona di fiducia; e con la massima trasparenza sono state immediatamente depositate alla Procura della Repubblica per le verifiche del caso. Tali testi, per ancor maggiore tranquillita', sono stati poi nuovamente assunti sugli stessi argomenti da altri avvocati mediante stenotipia e registrazione. Ci difenderemo in ogni sede da queste assurde insinuazioni con la certezza che non avranno seguito perche' emergera' l'assoluta infondatezza delle ipotesi accusatoria prospettata dal Tribunale", concludono i due avvocati.

Svolta sui tumori più letali "Un trattamento li può curare"

laboratorio di ricercaUn nuovo studio della University of California di San Franciscopotrebbe portare a una strategia per combattere i tumori piu' mortali, che sono quelli innescati da una proteina chiamata 'myc'. La proteina myc agisce come una sorta di interruttore generale all'interno delle cellule, favorendone la crescita incontrollata. Finora, non e' stato possibile sviluppare un farmaco che colpisse questa proteina.
Ora, pero', la scoperta di un inatteso legame biochimicoall'interno delle cellule tumorali potrebbe aprire la strada a sperimentazioni cliniche farmacologiche che vanno ad agire indirettamente su questa proteina. Gli scienziati hanno infatti scoperto che i cancri causati dalla myc possono essere contrastati tramite trattamenti che prendono di mira la proteina mTOR, che fa parte di un diverso processo biochimico che controlla il metabolismo e la produzione delle proteine.

giovedì 18 luglio 2013

Trovato un uovo di alieno guardate

Dieci anni fa sono stati ritrovati in Cile, i resti di uno scheletro di 15 centimetri caratterizzato da una grande testa, oggi arriva la segnalazione della presenza di un uovo di alieno in una fabbrica dismessa nota per emanazioni luminose durante la notte. A segnalarlo è un ricercatore inglese che vive a Reading, vicino a Londra. Secondo l'esperto il feto alieno cileno era contenuto in un uovo uguale a quello trovato. E' arancione, tondo e un po' trasparente, molle e fluido.
 
Nota come "Atacama Humanoid" e soprannominata Ata, la creatura è stata soggetta a numerose speculazioni sulle sue origini. Le teorie più gettonate lo indicavano come un feto abortito, una scimmia, ma soprattutto un alieno precipitato sulla Terra. Nel mese di aprile 2013 è stato rilasciato Sirius, un documentario realizzato da Steven Greer, medico statunitense e ricercatore UFO, che annunciava un importante passo avanti nella ricerca di forme di vita extraterrestri.

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

La donna ha partorito dopo appena sei mesi: la bimba è stata dichiarata deceduta dopo venti minuti. Ma non era vero

Analia Bouter con il marito Fabian Veron
MILANO – Aprono la bara, dopo molta insistenza, e scoprono che la loro bambina data per morta è ancora viva. Volevano vederla un’ultima volta quella bimba già amata e subito persa, nata prematuramente dopo appena sei mesi, che non aveva dato alla nascita alcun segno di vita ed era stata da subito dichiarata deceduta.
DODICI ORE DI OBITORIO - Dopo dodici ore di obitorio, il corpicino freddo come un iceberg, Analia Bouter e il marito Fabian Veron sono finalmente autorizzati a dire alla neonata il loro último adiós (ultimo saluto). Toccano la mano della loro bimba, poi il volto. E a quel punto il miracolo: un piccolo pianto riscalda quella cella frigorifera e i due genitori scoprono che la piccola è viva e ha resistito, miracolosamente, a dodici ore di obitorio. «Ridevamo e poi piangevamo e poi ridevamo ancora», ha dichiarato Analia in un’intervista a TeleNoticias ripresa da un quotidiano locale, in preda all’emozione e alla felicità, ma anche al risentimento per la struttura ospedaliera che con molta disinvoltura, forse troppa, ha dato la figlioletta per deceduta.

Studentessa violentata in gita ed espulsa dalla scuola

scuola3 15 anni è stata vittima di uno stupro in un hotel di Berlino, dove si trovava in gita scolastica con la sua classe. Ma invece di essere rincuorata e aiutata è stata punita. Lei e sue due amiche sono state espulse dalla scuola per non aver rispettato gli orari del coprifuoco imposto dall'istituto. Mentre le forze dell’ordine tedesche stanno indagando per chiarire le circostanze della presunta violenza, al ritorno in Francia la scuola convoca un consiglio disciplinare d’urgenza, decidendo all’unanimità di espellere le tre studentesse "per non aver rispettato il coprifuoco ed essere andate nella stanza di quattro uomini adulti ed aver assunto alcolici". Una decisione incredibile che ha scatenato un'inevitabile polemica.
Il regolamento interno firmato da studenti e genitori prima della partenza per la Germania, spiega il Corriere della Sera, vietava ai ragazzi di uscire dalle loro camere dopo le 22 e di consumare alcolici. Ma la sera del 28 maggio la vittima dello stupro e le sue amiche decidono di uscire a chiacchierare in corridoio. Ed è lì che incontrano un 18enne polacco che le convince a seguirlo nella sua stanza, dove ci sono altri tre amici che, dopo aver spinto le ragazzine a bere vodka "per lasciarsi un po’ andare", aggrediscono sessualmente la ragazzina.
La giovane racconta quanto accaduto a una sua insegnante che denuncia tutto alla polizia. Ma l'istituto, al ritorno in Francia, decide di allontanarla. La famiglia della 15enne è sconvolta e sconcertata e ha presentato un ricorso amministrativo. Una questione che ha sollevato una polemica che molto difficilmente si placherà.

mercoledì 17 luglio 2013

Italia è sempre più povera In 5 milioni non riescono a mangiare

poveriAumentano i poveri in Italia. Secondo il Rapporto Istat, le persone in poverta' relativa nel 2012 ammontavano a 9 milioni e 563mila e quelle in poverta' assoluta (cioe' privi della capacita' di spesa per beni e servizi essenziali), 4 milioni e 814mila; di questi quasi la meta' (2 milioni e 347mila) risiede nel Mezzogiorno. Tra il 2011 e il 2012 e' aumentata sia l'incidenza di poverta' relativa (dall'11,1 al 12,7% delle famiglie), sia quella della poverta' assoluta (dal 5,2% al 6,8% delle famiglie).
COLDIRETTI, +9% FAMIGLIE HA CHIESTO AIUTO PER MANGIARE - Sono aumentate del 9 per cento le famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare con un totale di ben 3,7 milioni di persone assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat nel report 'La poverta' in Italia' nel 2012' dal quale si evidenzia che in Italia ci sono 9 milioni 563mila le persone in poverta' relativa e di questi, 4 milioni e 814mila sono i poveri assoluti. Molte famiglie sono cadute in poverta' con tanti bambini e anziani che - sottolinea Coldiretti - hanno difficolta' economiche anche per garantirsi da mangiare, sulla base dal Piano nazionale di distribuzione degli alimenti agli indigenti nel 2012 realizzato da Agea.

Truffa, in manette la moglie di un big del Pd

Nuova truffa nel sistema della formazione professionale in Sicilia. Guardia di finanza e polizia, coordinati dalla procura di Messina, hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e ad una misura di sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio, per associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di corsi formativi nell'ambito di progetti approvati dalla Regione e finanziati con denaro proprio, dello Stato e del Fondo sociale europeo.
Nel mirino tre centri di formazione professionale attivi nella provincia di Messina: Lumen (Libera universita' mediterranea di naturopatia), Aram (Associazione per le ricerche nell'area mediterranea) e Ancol(Associazione nazionale delle comunita' di lavoro). Le indagini, dirette dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Camillo Falvo, Fabrizio Monaco ed Antonio Carchietti, hanno accertato l'esistenza di un sistema grazie al quale venivano gonfiati i prezzi delle prestazioni di servizio o degli acquisti di beni necessari per l'attivita' degli enti. Provate prestazioni totalmente simulate, sovrafatturazione delle spese di gestione relative agli affitti, al noleggio delle attrezzature e quelle per la pulizia dei locali in cui venivano tenuti i corsi di formazione, anche grazie alla compiacenza di societa' i cui titolari erano a essi legati da vincoli di parentela o di fiducia.
Ai domiciliari anche Chiara Schirò, la moglie del deputato del Pd Francantonio Genovese. Il parlamentare messinese è uno dei big del partito democratico in Sicilia e a dicembre risultò il più votato in tutt'Italia alle primarie.

martedì 16 luglio 2013

Due bimbi carbonizzati. Il padre: "Te li ammazzo"

Era stato più volte denunciato per stalking 

dalla ex moglie Pasquale Iacovone, il padre 

dei due bambini (di 9 e 12 anni) morti in 

un incendio a Ono San Pietro (Brescia),

 in Vallecamonica. I due erano separati da

 quattro anni e la donna aveva chiesto che gli

 fosse tolta la patria potestà. I Vigili del fuoco hanno dovuto lavorare molto per spegnere 

l'incendio. È stato aperto un fascicolo per "duplice omicidio a carico di ignoti" 

Nonostante sia sotto choc la moglie ha confidato al suo avvocato che aveva già dei 

timori. "Era uno stillicidio", racconta l'avvocato. "Lui era ossessionato dall'idea di fargliela

 pagare, non accettava di essere stato lasciato. La insultava con frasi del tipo 'puttana, troia',

 di continuo, anche davanti ai bambini. E in pubblico diceva frasi del tipo 'ti spacco la

 testa'". Una volta, poi, "aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio più 

grande, dicendo che l'avrebbe usato per uccidere la mamma"
La procura di Brescia ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti in merito al terribile incendio in un appartamento a Ono san Pietro (Brescia) dove sono morti carbonizzati due fratellini di 9 e 12 anni, mentre il padre e' rimasto gravemente ustionato. Per il pm Eliana Dolce, che di ritorno dal sopralluogo ha smentito la voce del rinvenimento nell'alloggio di una tanica di benzina, si tratta di un "atto dovuto". Il rogo, in base alle prime informazioni, sembra essersi sprigionato dalla cameretta dei bambini o vicino all'ingresso che separa la zona giorno dalla zona notte. Il resto della casa non sarebbe stato intaccato dalle fiamme.
IL PADRE DISSE "TE LI AMMAZZO" - La verita' su quello che e' accaduto nell'appartamento di Ono San Pietro la potranno accertare solo gli inquirenti. Quello che e' certo e' che sotto c'e' una storia agghiacciante fatta di continue minacce. Raccolte in oltre 10 querele. Tante sono quelle che Enrica Patti, la madre dei piccoli Davide e Andrea Iacovone, ha presentato dal 2010 a oggi. In una di queste, del 2 luglio 2012, come spiega l'avvocato della donna Pier Luigi Milani all'Agi, "lui disse: 'ammazzo te e tua madre. L'unico modo per farti del male..e che mi porto porto via i bambini 15 giorni e te li ammazzo'".
Parlare di stalking nei confronti di Enrica Patti, da parte dell'ex marito Pasquale Iacovone non rende l'idea. "Era uno stillicidio - racconta l'avvocato Milani - . Lui era ossessionato dall'idea di fargliela pagare, non accettava di essere stato lasciato. La insultava con frasi del tipo 'puttana, troia', di continuo, anche davanti ai bambini. E anche in pubblico diceva frasi del tipo 'ti spacco la testa'". Una volta, poi, "aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio piu' grande, dicendo che l'avrebbe usato per uccidere la mamma. Cosi' poi avrebbe avuto la mamma al cimitero e il papa' in prigione".
E' chiaro che questo non poteva non condizionare il comportamento dei piccoli, che a scuola, sempre secondo quanto racconta l'avvocato Milani, "erano irascibili, irrequieti, e non rendevano". Tanto che "i servizi sociali - spiega - avevano avviato un provvedimento per revocare a Pasquale la patria potesta', anche contro il parere della signora Patti, che temeva un ulteriore inasprimento dei rapporti". E proprio ieri mattina a Iacovone "era arrivato il decreto di citazione per il processo penale per stalking per il 22 ottobre prossimo".
IL SINDACO - Una famiglia caratterizzata da una situazione "molto delicata e difficile". Il sindaco di Ono San Pietro (Bs), Elena Broggi conosce bene i coniugi Iacovone, separati da alcuni anni, che vivevano nel piccolo centro di montagna dove questa mattina una palazzina e' andata a fuoco. "Qui in paese siamo in migliaio e sapevamo tutti che lui non accettava la separazione e aveva piu' volte minacciato la moglie. Tanto che a suo carico c'erano denunce per stalking. Eppure il giudice gli aveva affidato i figli perche' trascorressero nella sua casa in affitto qualche giorno di vacanza".
IL PARROCO - "I vicini mi hanno raccontato di avere udito uno scoppio prima che si sprigionassero le fiamme. Eppure in casa c'era il metano, non bombole del gas. Ed erano stati attrezzati tutti i sistemi anti-incendio". A parlare e' don Pierangelo, parroco di Ono San Pietro (Brescia) il piccolo centro di montagna dove stamani una palazzina e' andata a fuoco.
"So che in questi giorni i piccoli, di cui il piu grande gioca nella squadra del paese, erano con il padre - continua il parroco -. I genitori sono separati. Appena ho avuto la notizia dell'incendio dai miei compaesani che si sono precipitati per spegnere le fiamme, ho fatto un salto anch'io. Da fuori si vedeva solo la porta annerita. So che i bimbi sono stati estratti dalla loro cameretta. Li hanno trovati immobili. Il padre invece quando sono arrivato era all'esterno: lo stavano portando in ospedale. Ho incontrato anche la mamma. Quando l'ho vista mi e' venuto da piangere. Era pietrificata dal dolore".


Riceve una cartella di Equitalia Si spara con una pistola a chiodi

ambulanza 500La crisi economica continua a mietere vittime. Questa volta la tragedia è avvenuta proprio ai piedi del monastero di Subiaco, un luogo di culto molto noto in Ciociaria. Un uomo si è tolto la vita con la pistola spara chiodi, di quelle usate per uccidere gli animali da macello. Roberto Nirchi, 64 anni di Pofi, imprenditore edile, era scomparso la sera le 3 luglio.
Da allora lo avevano cercato ovunque ma il suo furgone biancoera stato notato nei pressi dell'abbazia di Santa Scolastica a Subiaco. I carabinieri hanno cercato nei paraggi del mezzo e, ad un centinaio di metri, hanno trovato il corpo esanime dell'uomo. In tasca aveva ancora una cartella esattoriale di alcune decine di migliaia di euro. L'imprenditore era scomparso da una decina di giorni e si è ucciso la sera stessa della sua scomparsa.
L’uomo era sposato con figli. Di lui si era occupato anche la trasmissione "Chi l’ha visto?" di Federica Sciarelli. Sulla sua scomparsa stavano indagando i carabinieri della Compagnia di Frosinone, guidati dal capitano Pietro Dimiccoli, che avevano attivato il sistema di ricerche.

Squalo divora una 15enne è successo a....


Squalo divora una 


quindicenne. Attacco a pochi metri dalla riva

squalo volpe

Orrore alla Reunion, l'isola francese nell'oceano indiano, dove una ragazza di 15 anni è stata uccisa da uno squalo, mentre faceva il bagno a pochi metri dalla riva. Secondo le autorità locali, si tratta del secondo attacco mortale di uno squalo dall'inizio dell'anno, il quinto dal 2011 sull'isola. L'ultimo risale all'8 maggio scorso, quando un turista di 36 anni, in viaggio di nozze, è stato ucciso mentre faceva surf.
"Intorno alle 14,15, una bagnante equipaggiata di maschera e boccaglio è stata vittima dell'attacco di uno squalo a pochi metri dalla riva, nei pressi del cimitero marino di Saint-Paul", ha annunciato la prefettura. Per Gina Hoarau, direttrice del dipartimento di sicurezza pubblica di Saint-Paul, l'adolescente stava nuotando a meno di cinque metri dalla riva.
"Una parte del suo corpo è stata portata via dallo squalo. Pompieri, bagnini e un elicottero della gendarmeria, hanno cominciato le ricerche", ha aggiunto Hoarau. La ragazza, che viveva con la madre nella Francia metropolitana, era in vacanza alla Reunion con il padre. Stava facendo il bagno con una coetanea, che era appena uscita dall'acqua al momento del dramma. "Le condizioni di questo attacco - ha concluso Hoarau - sono sorprendenti. Non pensavamo che uno squalo potesse venire così vicino alla costa".

lunedì 15 luglio 2013

Una 23enne è rimasta folgorata rispondendo ad una chiamata sul suo iPhone5 e....

Risponde all'iPhone5 e muore fulminata. Apple apre un'inchiesta

iphone 5 500Apple ha avviato un'indagine di sicurezza sul suo ultimo 'gioiellino', l'iPhone 5, dopo che una 23enne cinese e' morta nel rispondere a una telefonata sul suo smartphone, mentre questo era in carica. A riferirlo e' il quotidiano Daily Mail, secondo cui la giovane, Ma Ailun, un'ex hostess della China Southern Airlines, avrebbe ricevuto un violento elettrochoc dal cellulare. Accasciatasi al suolo, la ragazza e' stata immediatamente trasportata in ospedale ma i medici non sono riusciti a rianimarla.
Il fatto e' avvenuto giovedi' nello Xinjang, nel nord-ovest della Cina. La sorella della vittima ha spiegato che Ma aveva acquistato il suo iPhone5 a dicembre in un negozio della Apple, aggiungendo che il caricatore utilizzato nel momento dell'incidente era originale. "Vorrei mettere in guardia tutti dal fare telefonate mentre il telefonino e' in carica", ha scritto la sorella su Weibo, una sorta di Twitter cinese. Apple ha fatto sapere di essere "profondamente addolorata nell'apprendere il tragico incidente" e ha inviato le condoglianze alla famiglia. "Indagheremo a fondo e collaboreremo con le autorita' su questa vicenda", ha assicurato la casa di Cupertino.

Balotelli non andrà al battesimo della figlia Pia

Balotelli non andrà al battesimo della figlia Pia
Sembra che i rapporti tra Raffaella Fico e l'ex fidanzato Mario Balotelli non siano destinati a migliorare: lui, almeno per il momento, non pare intenzionato a conoscere la piccola Pia, mentre la bellissima mamma dimostra di non aver peli sulla lingua, rivolgendo le sue accuse anche alla famiglia del calciatore. In particolare la Fico ha querelato i genitori di Balotelli per diffamazione, palesando quindi chiaramente quali siano le sue posizioni.
E mentre da parte loro non si muove una foglia, Raffaella continua la sua vita di mamma e di personaggio televisivo: impegnata nella sfilata CNA di Pesaro, tenutasi sabato scorso, la showgirl è tornata in terra campana, dove verrà celebrato il battesimo della piccola Pia. Secondo quanto riportato dal TgCom, pare che alla cerimonia non sarà presente Balotelli, che perderà il primo evento ufficiale della figlioletta.


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La verità sull'atteso royal baby sara' un...


E' femmina e si chiamerà Alexandra". La verità sull'atteso royal baby


Secondo gli “scatenati” bookmakers britannici il Royal baby sarà una bambina e si chiamerà Alexandra. Stando a quanto riportato dal Sunday Telegraph, sino ad ora le scommesse sul bebè reale hanno superato quota 500 mila sterline, sono arrivate da più di cento Paesi e sono destinate a crescere nelle prossime ore, mentre continua a salire la “febbre” attorno all’evento dell’anno.