Era accusata di concorso nel sequestro della piccola scomparsa a 4 anni nel 2004. La Procura aveva chiesto la pena massima, 15 anni
Condannato a due anni il fidanzato per false dichiarazioni al pm
Il giallo resta così senza risposte
In 9 anni hanno indagato 11 pm
Condannato a due anni il fidanzato per false dichiarazioni al pm
Il giallo resta così senza risposte
In 9 anni hanno indagato 11 pm
I giudici del tribunale di Marsala hanno assolto Jessica Pulizzi, 26 anni, che era accusata di concorso nel sequestro della `sorellastra´ Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo (Tp) il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di 4 anni. I giudici hanno inflitto due anni all’ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, che era imputati solo di false dichiarazioni al pm. Per Jessica Pulizzi la Procura aveva chiesto 15 anni, il massimo della pena, e per Ghaleb 5 anni e 4 mesi. Il Tribunale si era ritirato in camera di consiglio alle 11 di martedì dopo un processo durato tre anni e mezzo.
Dopo la sentenza di primo grado che ha assolto oggi la sorellastra Jessica Pulizzi, unica imputata, il giallo resta senza colpevoli, e senza risposta resta la domanda più angosciante: dov’è Denise, quale è stata la sua sorte.
Jessica Pulizzi, che oggi ha 26 anni e ne aveva 17 quando la sorellastra Denise scomparve, non era in aula al momento della lettura del verdetto. C’era invece Piera Maggio, madre di Denise, che si era costituita parte civile assieme a Piero Pulizzi, padre di Jessica e di Denise, nata da una relazione extraconiugale. La tesi della Procura, non accolta dal Tribunale, indicava il movente del sequestro proprio nel rancore di Jessica Pulizzi nei confronti della donna che le aveva sottratto l’affetto del padre.Del Collegio, con il presidente Riccardo Alcamo, facevano parte i giudici Gianluigi Visco e Omar Gigi Modica. Il Tribunale è rimasto in camera di consiglio per 47 ore, e ha letto la sentenza nell’aula «Paolo Borsellino», affollatissima di pubblico e di giornalisti
«A Berlusconi vengono dati 7 anni. Qui per il sequestro di una bambina la persona viene assolta nonostante indizi univoci e convergenti», ha detto Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, che dopo l’assoluzione della sorellastra Jessica Pulizzi dall’accusa di aver sequestrato la bambina, ha affermato: «Non credo più nella giustizia». «Non c’è giustizia... non c’è giustizia» ha detto invece Piero Pulizzi, padre di Jessica e anche di Denise Pipitone. Per l’avvocato Fabrizio Torre, uno dei difensori di Jessica , invece «È una sentenza giusta che interviene all’esito di una lunghissima attività dibattimentale dove sono stati fatti tutti gli approfondimenti necessari».«Dirò a Jessica di viversi la vita serena e continuare a lavorare e pensare alla sua bambina. E anche alla signora Corona, perché no», aggiunge l’altro difensore Gioacchino Sbacchi. Commentando la formula assolutoria, che richiama l’insufficienza di prove, Sbacchi sostiene: «Non diciamo sciocche. L’assoluzione è assoluzione tanto che non può essere neppure impugnabile»
Il processo si era aperto il 16 marzo 2010 dopo una lunga e complessa attività d’indagine in cui negli anni si sono susseguiti undici Pm, da Luigi Boccia e Maria Angioni agli attuali Sabrina Carmazzi e Francesca Rago.
Il quadro tracciato dall’accusa in tre anni e mezzo di dibattimento è quello di una Jessica «come una moglie gelosa», senza alibi e con un movente chiaro: l’astio nei confronti della madre di Denise, Piera Maggio, per la sua relazione con il padre, da cui è nata Denise. La difesa ha continuato a sostenere l’innocenza di Jessica a carico della quale non ci sarebbero «prove» ma solo «congetture ed elementi indiziari».