La spiegazione è semplice: ormai l'Italia si divide tra chi crede che Berlusconi sia un malfattore e chi ritiene che siano i giudici ad essere in malafede. Nessuna sentenza potrà spostare questi due schieramenti. Anzi, il verdetto dei giudici e la copertura mediatica hanno creato un 'effetto martire' dipingendo un Berlusconi vittima dell'accanimento giudiziario che, nonostante tutto, continua a lottare per la libertà.
Anche la Lega Nord sale, passando dal 3,5% al 4%, guadagnando cioè mezzo punto. Una crescita dovuta soprattutto al ruolo di opposizione nel governo e alle polemiche continue con il ministro dell'Integrazione Kyenge. Il Partito democratico resta stabile al 27%, scivolando però al secondo posto nella classifica delle sigle più amate. Clamorosamente il Movimento 5 Stelle crolla ancora nei sondaggi perdendo un punto e mezzo, passando cioè dal 19% al 17,5%. Un tonfo che dal 25 febbraio, giorno delle elezioni, ha visto erodere il capitale di consenso del partito fondato da Beppe Grillo che alle Politiche aveva totalizzato un 25,5%.