I vicini di casa erano a conoscenza del suo proposito di sopprimere i figli. Nell’elegante palazzone nella prima periferia di Busto se ne parlava come di un fatto pubblico, risaputo. «Lei urlava sempre - racconta Antonio, uno dei condomini -. Sapevamo delle sue condizioni psichiche, io l’ho sentita pochi giorni fa dire che avrebbe gettato i figli dalla finestra». È ancora un vicino a raccontare: «Stamattina (ieri, ndr) ho incontrato il marito. Mi ha detto: “Ce l’aspettavamo che potesse succedere”»Anche la donna pareva essere consapevole del tarlo che le insidiava la mente. Di recente aveva frequentato a Oleggio il gruppo Rinnovamento carismatico, che si propone la rigenerazione spirituale attraverso la preghiera. Si era anche portata in casa come collaboratrice una fedele del gruppo fino a quando la famiglia non aveva deciso di congedarla. Un dramma atteso e anche temuto che si è concretizzato nel suo orrore poco dopo mezzogiorno di sabato.
Ma la vita vincerà. I medici sono ottimisti. Il bambino è curato in ospedale a Legnano per una frattura occipitale e la frattura di una vertebra cervicale. Viene sedato, la respirazione è sufficiente e per questo non è intubato. Ieri mattina ha visto i cartoni in televisione. La sorellina dall’ospedale di Busto è stata trasferita al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, scelto dalla Regione Lombardia come unico trauma center privato. Nel volo spaventoso ha una riportato un trauma toracico con emorragia interna. È sottoposta a ventilazione meccanica per scongiurare il rischio di una emorragia interna. È sedata ma quando è stato provocato il risveglio la risposta neurologica è stata positiva