Translate

Cerca nel blog

venerdì 9 agosto 2013

Yara, fermato l’uomo della lettera:

Una foto di Yara GambirasioBergamo - È stato fermato a Bergamo l’uomo che avrebbe lasciato la scritta sul registro della chiesa di Rho (Milano), sostenendo di sapere qualcosa sul caso Yara. Si tratterebbe di un mitomane.
“Mario”, che in realtà si chiama Domenico De Simone, ha 60 anni ed è di Cosenza e risiede a Bergamo. L’uomo in passato era stato collaboratore di giustizia nell’ambito di un’indagine antidroga. In questura De Simone ha riferito il suo racconto: era molto confuso. Tuttavia il fatto da lui riferito non rappresenta alcuna svolta nella vicenda.
«Ho sentito parlare due donne al Pronto soccorso dell’ospedale di Ponte San Pietro: dicevano che Yara aveva perso un braccialetto». È questo il fatto che De Simone ha riferito ai giornalisti de L’Eco di Bergamo e poi agli investigatori in questura.
A dire del sessantenne l’episodio avrebbe potuto rappresentare una pista da seguire per gli investigatori che, da due anni e mezzo, stanno cercando l’assassino della tredicenne di Brembate Sopra. Per questo De Simone, in un confuso tentativo di mantenere l’anonimato sulla vicenda, ha prima lasciato il suo messaggio sul registro della chiesa dell’ospedale di Rho(Milano) e ha poi scritto al cappellano e telefonato per due volte alla struttura sanitaria.
Stamattina l’uomo si era presentato alla redazione de “L’Eco di Bergamo”, dicendo di voler fornire la sua versione dei fatti.
Proprio nei pressi della redazione del quotidiano è stato intercettato subito dalla polizia e portato in questura. La cabina telefonica dalla quale era partita la chiamata all’ospedale di Rho era situata davanti a Palazzo Rezzara, sede de L’Eco.
“Mario” ha spiegato ai giornalisti dell’Eco di Bergamo di essere stato frainteso e che voleva semplicemente attirare l’attenzione su un fatto a lui noto e che, a suo avviso, poteva essere collegato al caso Yara, senza però mai voler far intendere che fosse lui l’assassino.
L’uomo ora si trova in Questura, dove gli inquirenti, dopo il fermo, stanno ascoltando il suo racconto: nulla che abbia comunque a che vedere con una svolta sul caso di Yara. Il sessantenne sarebbe piuttosto confuso.