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giovedì 8 agosto 2013

Una nuova lettera scuote il caso Yara "Mi chiamo Mario ho ucciso io

Una nuova lettera scuote il caso Yara. L'Eco di Bergamo pubblica la notizia di un nuovo passo compiuto dall'anonimo di Rho, tornato a farsi vivo con una lettera di tre pagine. Il mittente è il cappellano dell'ospedale, e con una telefonata in portineria "Mi chiamo Mario, sono stato io", ha lasciato una lettera di tre pagine. La polizia sta stringendo il cerchio attorno al misterioso individuo che sostiene di saper qualcosa sul delitto di Yara. "Vi prego, informate la polizia di Bergamo: qui è passato l'omicida di Yara Gambirasio. Che Dio mi perdoni", aveva scritto qualche giorno fa sul quaderno delle preghiere dei fedeli nella cappella dell'ospedale di Rho (Milano). 
Tre fogli scritti a penna e firmati da un certo "Mario". "Sono stato io a scrivere il messaggio sul libro delle preghiere in chiesa", avrebbe scritto l'uomo. Il contenuto della lettera è ancora top secret e al vaglio degli inquirenti. Secondo indiscrezioni, però, l'uomo confermerebbe di essere a conoscenza di qualcosa che riguarda la morte della povera Yara. Al momento gli inquirenti restano scettici, convinto che possa trattarsi di un mitomane. Ma la polizia non intende trascurare alcuna ipotesi.