Ma quella sentenza pronunciata da tre giudici (il collegio) del tribunale di Cremona, spiega il Corriere di Bergamo che riporta la notizia, è un peso per papà e mamme. Il prete opera attualmente a Pumenengo e anche lì ha contatti con i ragazzi dell'oratorio. Anche lì sanno della sua vicenda ma i parrocchiani si fidano di lui. A Casirate invece la vicenda processuale del sacerdote si è scoperta solo in questi giorni e non è stata presa bene.
Il vicario è pronto a mettere la mano sul fuoco per lui, ma alle famiglie non basta. I genitori, continua il Corriere di Bergamo, hanno posto l'aut-aut: se c'è lui, i loro figli non partiranno. Ma la Curia di Cremona getta acqua sul fuoco. "Non ci risulta che don Mantia parteciperà al campo estivo. Ci andranno i ragazzi di Casirate e parteciperanno anche alcuni ragazzi di Pumenengo. Ma questo non significa che ci andrà anche lui".
"All'inizio quando sono arrivato a Pumenengo pensavano che mangiassi i bambini", si è difeso lui. "Poi hanno visto che persona sono. Ora la vicenda processuale non è un problema per nessuno, qualcuno ci ironizza quando da fuori gliela fanno notare. Faccio quel che serve alla comunità: se serve dico messa, confesso, seguo il centro ricreativo e nel caso accompagno i ragazzi alle Vele (parco divertimenti con piscine ndr)". Ma i genitori dei bambini di Casirate promettono battaglia.